In breve: La Cassazione conferma che la regolarità contributiva richiede anche il puntuale invio dei flussi Uniemens: l’omessa o tardiva trasmissione fa perdere il DURC e gli sgravi già fruiti, anche a fronte del pagamento integrale dei contributi.
La regolarità contributiva non si esaurisce nel versamento integrale delle somme dovute: è necessario anche il puntuale adempimento degli obblighi dichiarativi, a partire dalla trasmissione mensile dei flussi Uniemens.
Lo hanno ribadito due recenti pronunce della Corte di Cassazione, le ordinanze n. 16338 del 26 maggio 2026 e n. 21757 del 25 giugno 2026: l’omessa, incompleta o tardiva trasmissione delle denunce contributive integra un’irregolarità sostanziale, non un mero inadempimento formale. Ne può conseguire il mancato rilascio del DURC e la perdita degli sgravi già fruiti, anche a fronte del pagamento integrale dei contributi.
Ai fini dell’accesso ai benefici contributivi devono dunque sussistere congiuntamente:
- la regolarità economica, data dal pagamento dei contributi;
- la regolarità dichiarativa, data dall’invio corretto e tempestivo dei flussi Uniemens.
Un ulteriore rilievo pratico: la regolarizzazione tardiva, effettuata oltre il termine assegnato dall’ente previdenziale, non consente di recuperare retroattivamente i benefici nel frattempo preclusi.
Le pronunce confermano quindi la necessità, per le imprese, di presidiare con pari attenzione versamenti e adempimenti informativi, dotandosi di procedure interne idonee a prevenire ritardi, omissioni o errori nella trasmissione dei dati.
Per una verifica della propria posizione contributiva e delle procedure di trasmissione dei flussi Uniemens, è possibile contattare lo Studio SaF Legal.

